liberidiscrivere.splinder.com (08 Febbraio 2011)
:: Recensione di La notte dell’Aquila La vera storia di una tragedia che si poteva evitare di Romolo Di Francesco e Maria Grazia Tiberii
La notte dell’Aquila La vera storia di una tragedia che si poteva evitare di Romolo Di Francesco e Maria Grazia Tiberii è uno di quei libri che ci augureremmo di non dover leggere mai. E invece è necessario leggerlo, è necessario vedere scritto nero su bianco parole che fanno male, parole che descrivono come la vita umana conti così poco quando si parla di macroeconomia, speculazioni edilizie, movimenti tellurici che continuano dalla preistoria. Partendo infatti dall’evoluzione della Terra fino ad arrivare ai giorni nostri in un lungo percorso contraddistinto da un unico filo conduttore ossia l’irrequietezza del nostro pianeta gli autori effettuano un meticoloso processo di ricostruzione attraverso un racconto che prevede tre fasi, una preistoria, una storia, e un presente quando giungono a raccontare la storia di alcuni personaggi, vite che apparentemente scorrono parallele per poi intrecciarsi drammaticamente nella tragedia del terremoto che li accomuna tutti di fronte all’evento cataclismatico. Storie di fantasia anche se ispirate a fatti reali di una paura percepita, allontanata, ignorata e vissuta che lascia spazio a riflessioni su cosa è successo e su cosa si poteva fare per evitare la tragedia sulla base dei segnali e delle avvisaglie lanciate da Madre Natura. Gli autori di questo libro dispongono di strumenti sofisticati per analizzare scientificamente quello che avvenne a L’Aquila il 6 aprile del 2009 ma non si fanno sommergere dalla freddezza dei dati, dalla gelida oggettività delle statistiche, ci parlano di persone, persone con un nome, una storia, sentimenti, speranze, sogni, che da quel maledetto giorno si sono visti catapultare in un incubo senza uscita. Alcuni hanno perso la vita, altri sono sopravvissuti con nelle orecchie il boato delle voragini aperte quella notte, negli occhi la polvere delle macerie e a rendere insopportabile tutto questo dolore l’inquietante interrogativo: si poteva evitare? C’erano gli strumenti per prevedere il sisma e disporre vie di fuga, di salvezza per centinaia di persone? Di chi è la colpa? C’è davvero un colpevole che per inefficienza, disinteresse, bieca speculazione, non ha agito, non ha fatto il suo dovere? Romolo Di Francesco e Maria Grazia Tiberii non hanno dubbi e con rigore scientifico e sensibilità verso le vittime ci presentano un testo in parte saggio, in parte reportage giornalistico, in parte romanzo, per aiutarci a capire, per riflettere, per non dimenticare, per far si che non succeda di nuovo. Perché se non si impara dagli errori del passato, le 308 vittime a cui questo libro è dedicato sono davvero morte due volte.
liberidiscrivere

TGCOM.MEDIASET - LIBRI (12 Ottobre 2010)
6 aprile 2009: La notte dell’Aquila
Il terremoto che ha sconvolto l'Italia
Alle 3.32 del 6 aprile 2009 la terrà tremò sotto gli edifici dell’Aquila e sotto i piedi dei suoi abitanti. Quella notte era attesa da tempo dagli aquilani, da quando una serie di eventi sismici, iniziati nel dicembre 2008, aveva generato a poco a poco nei cittadini il timore che qualcosa di più devastante doveva avvenire. Si poteva prevedere quello che stava per accadere? La risposta è scritta nel libro La notte dell’Aquila di Romolo Di Francesco e Maria Grazia Tiberii, edito da Flaccovio editore.
Per esporre la loro tesi i due autori sono partiti dalla preistoria raccontando la genesi geologica della Terra e ricordando che il nostro è un pianeta vivo. La storia della formazione terreste e della nascita dell’Aquila è fortemente condensata, ma serve in realtà a spiegare che la città sorge su una delle regioni a più alta densità sismica. Ed è proprio guardando al passato che si può capire perché la tragedia del presente si poteva evitare. L’Aquila, spiegano gli autori, è stata più volte devasta da eventi sismici simili a quello che si è verificato la notte del 6 aprile 2009. Annunciati da mesi di scosse minori, altri terremoti hanno sventrato i suoi antichi palazzi nel 1315, 1349, 1461, 1646, 1672 e 1703. A ogni ferita aperta dalla terra gli abitanti hanno riedificato con caparbietà le loro case e con esse piazze e monumenti.
Alla ricostruzione tecnica della storia, gli autori uniscono i racconti di alcuni protagonisti di quella notte d’angoscia, narrati come una docufiction televisiva. Michela, docente universitaria di ingegneria geotecnica, donna di scienza salvata dall’istinto di sopravvivenza, la sua mamma Maria, il suo compagno scettico Luigi, l’amico medico Tommaso, Rosa e Rino genitori di due bambini, e poi gli amici Cristiano e Paolo e la timorosa e arrabbiata Erika sono personaggi ispirati a uomini, donne e studenti la cui vita è stata sconvolta dal terremoto.
Alle 308 vittime del sisma, che raggiunse un’intensità di 5,9 gradi della scala Richter, è dedicato questo volume a metà tra il testo scientifico e il romanzo.
Valentina Ciannamea

LIBRIBLOG.COM (21 settembre 2010)
“Il 6 aprile del 2009 molte famiglie hanno subito uno sconvolgimento totale delle loro vite. Molte sono le persone che hanno perso la vita durante questo terremoto. Molte altre hanno visto scomparire amici e parenti e sono rimaste senza un tetto sotto cui vivere. E’ stata una tragedia. Ma la domanda è, questa tragedia poteva essere fermata? ‘La notte dell’Aquila. La vera storia di una tragedia che si poteva evitare’ è un libro che si pone sul labile filo che divide la narrazione dalla ricostruzione scientifica, un’opera di attualità che cerca di ripercorrere gli eventi che hanno portato alla completa distruzione di una città intera. Romolo Di Francesco è un esperto di geotecnica, geofisica, geologia e scienze dei materiali, mentre Maria Grazia Tiberii è un’esperta di statistiche. Insieme sono riusciti a creare un testo divulgativo tagliato con una narrazione attenta al dramma che le famiglie dell’Aquila si sono ritrovate a sostenere. I due autori cercano di ripercorre la storia della Terra e dei suoi movimenti a partire dalla Preistoria, dalla formazione stessa della crosta terrestre. È lì infatti, in questi suoi primi movimenti, che l’uomo dovrebbe ricercare i primi sintomi di questi eventi catastrofici. Passando poi per la storia e quindi per la costruzione delle città e delle civiltà i due autori ci accompagnano in un cammino che ci conduce dritti verso l’Aquila del 2009. Qui ritroviamo personaggi che sono stati ispirati da storie vere. 'Ma resteremo per sempre noi, anime mai sperdute la cui vita, lunga o breve, ha lasciato un segno indelebile nel firmamento. Stelle che vivono e brillano dei nostri ricordi a perpetua memoria del nostro passaggio.'" Camilla Biagini

SPORT VICENZA (16 settembre 2010); FREEARTNEWS.NET (16 settembre 2010)
“In parte romanzo e in parte ricostruzione scientifica, questo libro racconta la vera storia di una tragedia - quella del terremoto in Abruzzo - che si poteva evitare. Gli autori, che per professione operano nel campo tecnico, uniscono alle loro conoscenze specifiche l'abilità di scrittori capaci di narrare le drammatiche vicende abruzzesi al pubblico più vasto possibile, con taglio divulgativo. Michela, Maria, Luigi, Tommaso, Rosa, Rino, Cristiano, Paolo ed Erika sono alcuni degli abitanti dell’Aquila le cui vite sono state sconvolte dal sisma del 6 aprile 2009. Ognuno di loro aveva certezze, paure, speranze, sogni. Qualcuno ha perso la vita, altri la casa, tutti il futuro. La causa? Una tragedia annunciata, ma inascoltata, le cui origini risalgono ai primordi del nostro pianeta, a 4,6 miliardi di anni fa, quando la Terra iniziò il suo cammino nello spazio e nel tempo. Gli autori, unendo la ricostruzione scientifica alla storia, alla geologia e alle suggestioni della narrativa, ripercorrono le tappe di questo cammino con la meticolosità degli investigatori, fino a narrare gli ultimi giorni dell’Aquila visti attraverso le vite di alcuni personaggi, ispirate a storie vere.” Andrea Turretta

STEFANODONNO.BLOGSPOT.COM (28 settembre 2010)
Intervento di Nunzio Festa

LIBRISULIBRI.IT (29 settembre 2010)
L’Aquila è la protagonista di un libro-verità sul terremoto dell’aprile 2009 e sede, ad ottobre, di una Fiera del libro per ragazzi.
Si è parlato molto –ma non abbastanza- di come la tragedia sismica, abbattutasi sull’Aquila ad aprile del 2009, poteva essere evitata.
Romolo Di Francesco – esperto di geotecnica- e Maria Grazia Tiberii – esperta di Scienze Statistiche- lo hanno messo per iscritto ne La notte dell’Aquila, pubblicato il 24 settembre di quest’anno da Dario Flaccovio.
Metà scienza e metà narrativa, il libro spiega il percorso geologico  di un terremoto annunciato e racconta le storie di chi, ancora oggi non è riuscito a ricostruire la propria vita.
La notte dell’Aquila è un atto d’amore verso la scienza, la verità e una terra cui sia Romolo che Maria  Grazia sono legati:  per nascita l’uno, per scelta di vita l’altra.
Il frutto di questo amore, dal punto di vista scientifico, è un libro che svela e rivela come e perchè le cause del terremoto dell’Aquila risalgono ai primi movimenti terrestri. Cioè a  4,6 miliardi di anni fa…
Un libro di cui bisogna conoscere l’esistenza per continuare a parlare dell’Aquila e delle  vite che attendono giustizia.
E, anzi, continuo a parlarne subito: dal 15 al 17 ottobre, proprio all’Aquila si terrà una Fiera del libro per ragazzi. Partecipate se potete perché i fondi serviranno a realizzare una biblioteca per ragazzi.- Elda

ABRUZZOCULTURA.IT (05 ottobre 2010)
È uscito in libreria il testo “La notte dell’Aquila” di Romolo Di Francesco e Maria Grazia Tiberii, per Dario Flaccovio Editore (euro 12.00): il sisma del 06 aprile è analizzato con specificità analitica e rigore tecnico, misto alle suggestioni della narrativa.

Centosessantotto pagine che, attraverso la ricostruzione scientifica e geologica dell’origine della Terra conducono all’esperienza del terremoto che ha colpito la città dell’Aquila, coinvolgendo e stravolgendo le vite dei protagonisti che, improvvisamente, senza casa e carichi di paure, si trovano a dover affrontare un futuro ignoto.

L’abilità narrativa è mista ad una conoscenza tecnica dovuta alla professione degli autori: Romolo Di Francesco è, infatti, autore internazionale di pubblicazioni tecnico-scientifiche e articoli divulgativi in materia di meccanica delle terre e geofisica, mentre Maria Grazia Tiberii, laureata in statistica, è autrice di ricerche storiografiche e pubblicazioni scientifiche. - scritto da Giorgia Lanzilli



ANTIMAFIADUEMILA.COM (08 ottobre 2010) • La notte del San Salvatore, ospedale de l'Aquila
l'ospedale san salvatore de l'aquila

L’inchiesta aperta contro i responsabili del cedimento della struttura letta attraverso la prospettiva offerta da un lucidissimo romanzo-verità.
di Anna Petrozzi - 8 ottobre 2010

“La nuova scossa, ancora più forte della precedente, aveva creato un caos indescrivibile nel pronto soccorso e nell’intero ospedale San Salvatore.
Tommaso non sapeva più cosa fare, la sala d’attesa era stata di nuovo abbandonata precipitosamente e il personale medico e paramedico faceva fatica ad assistere tutti quanti.
Nel frattempo dai reparti i pazienti in grado di camminare avevano iniziato a uscire all’aperto con indosso le coperte di lana dei propri letti, aumentando il disagio già grave.
I vigili del fuoco, accorsi dopo la scossa delle 22 nonostante le innumerevoli chiamata di soccorso, erano stati solerti e precisi: “Non si preoccupi, dottore…” avevano detto a Tommaso dopo aver ispezionato l’intera struttura, “l’ospedale è stato costruito con sistemi antisismici modernissimi e può reggere scosse molto più forti di quelle che ci sono state finora”.
“Sì capisco, ma per me che non sono un addetto ai lavori le crepe che ho visto qui al pronto soccorso e al primo piano sono decisamente allarmanti”, aveva replicato Tommaso.
In effetti già il primo terremoto della notte aveva aperto piccole fessure sulle tamponature della struttura in cemento armato dei due piani bassi.
http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/10/ospedale-laquila.jpg Piccole, sì, pensava il dottore, ma preoccupanti.
“Scusate, ma non mi avete appena detto che è una struttura antisismica?”, puntualizzò Tommaso manifestando il suo disagio aggrottando la fronte. “E allora perché ci sono queste crepe?”.
L’ingegnere dei vigili del fuoco, preso atto delle ovvie perplessità del medico, aveva ritenuto utile a quel punto precisare alcuni aspetti tecnici:
“Guardi, dottore, che un edificio con una struttura portante di cemento armato non deve rimanere integro. Anzi, con l’aumentare della potenza del sisma deve innanzitutto consentire la formazione di fessure sulle tamponature, proprio per liberare l’energia di deformazione accumulata. Solo nel caso di un terremoto davvero molto forte è possibile che le murature esplodano, per evitare possibili danni alle travi e ai pilastri. Non solo: i danni tendono a concentrarsi proprio ai piani bassi, per un meccanismo locale che non sto a spiegarle, ma che è noto come meccanismo di piano debole”.
“Ok, ma un ospedale non è una palazzina”
“Mi faccia finire, la prego. Stavo per aggiungere che per gli edifici strategici, come gli ospedali, le normative tecniche prevedono che anche le tamponature debbano resistere, proprio per evitare che con il loro collasso possano interrompersi anche i collegamenti impiantistici”.
“Capisco, grazie”, furono le parole di commiato di Tommaso. “E scusi per il disturbo”.
“Si figuri, dottore, e conti sempre su di noi”.
Ora, a distanza di poco più di due ore dalla scossa, il medico non faceva altro che ripensare a quelle parole mentre guardava le crepe sulle tamponature che erano aumentate per numero e dimensione”.
"Ospedale stabile, parola di tecnico" San Salvatore, il documento che accusaLa storia di Tommaso, di Michela, di Luigi, Maria, Rosa, Rino, Cristiano, Paolo e Erika ferma il tempo. E’ la loro vita prima che il 6 aprile 2009 alle 3.32 la Terra e le sue naturali trasformazioni avessero ragione dell’incompetenza, dell’incuria, della superficialità e della disonestà criminale. La raccontano Romolo di Francesco e Maria Grazia Tiberii nel loro “La notte dell’Aquila” uscito nelle scorse settimane per Dario Flaccovio Editore. A metà tra i processi naturali che hanno portato all’assestamento del pianeta così come lo conosciamo e il dramma della distruzione di una delle città più belle d’Italia scorrono parallele e incrociate le sensazioni, le intuizioni, le paure, la voglia di scappare e la determinazione a restare, l’urgenza di avvertire gli altri e il bisogno di sdrammatizzare di questi nove personaggi, reali e inventati, a campione dei pensieri degli aquilani in quei giorni prima dell’Apocalisse. Ad ogni ora e ad ogni scossa, sempre in crescendo, ognuno di loro ha preso la decisione che ha compiuto il proprio destino e chi legge avidamente questo romanzo-verità di cui si sa già la fine vorrebbe poter intervenire per suggerire, per evitare… ma non gli resta che arrivare alle ultime righe per sapere come è andata a finire per ognuno di loro.
Tommaso, per esempio, è un medico del pronto soccorso all’ospedale San Salvatore. Mente scientifica, lucido osservatore, non può fare a meno di notare gli effetti delle precedenti scosse e gli evidenti cedimenti e di preoccuparsene seriamente.
E’ un personaggio di fantasia che però raccoglie in se tutti i dubbi e le perplessità saltati all’occhio di tanti cittadini come lui e il dialogo con i vigili del fuoco simula le parole rassicuratrici pronunciate dai responsabili della protezione civile all’indomani della ormai nota riunione della Commissione grandi rischi che tanto ha condizionato le scelte di molti aquilani.
Il Tommaso immaginario muore stritolato da quel muro che doveva essere antisismico come l’intero ospedale che, nella realtà, si è sgretolato in più punti rivelando la sua struttura fragile e pericolosa. Per questo invece di essere luogo di salvezza per i feriti della sua città è stato chiuso e oggi si è aperta un’inchiesta per stabilire le responsabilità.
Con l’accusa di disastro colposo la procura de l’Aquila ha inviato sei avvisi di garanzia a Marcello Vittorini (ingegnere e direttore dei lavori dal ’72 al ’91), Gaspare Squadrilli (ingegnere), Michele Tundo (geometra e direttore del cantiere nel ’72 e ’74), Domenico Ciccocioppo (geometra e direttore del cantiere negli anni ’73 e ’79), Giorgio Innamorati (presidente commissione collaudo nel ’79), Luciano Rocco (componente commissione collaudo). Altri sette tra tecnici e collaudatori sono nel frattempo morti.
Le indagini dovranno accertare come sia possibile questo ennesimo elefante con i piedi d’argilla tipico del malcostume italiano, iniziato nel 1972 e inaugurato nel 2000, costato 200 miliardi di lire, ben nove volte più del previsto, non abbia retto alla scossa delle 3:32 che l’ha reso fin da subito inagibile.
Un minuscolo passo in avanti per gli aquilani che oltre alla ricostruzione delle loro case, della loro città vogliono anche chiedere conto a chi invece di proteggerli e curarli si è arricchito sulla pelle dei loro cari. E lo vogliono sapere anche tutti gli italiani onesti stufi di essere usati come carne da macello sacrificata sull’altare del profitto di una imprenditoria gestita con il metodo mafioso. La “linea della palma” di cui scriveva il maestro Sciascia è salita su su ben oltre i confini nazionali.