Capacità portante in zona sismica: ulteriori info

Creato: Sabato, 26 Novembre 2011 12:02

altBuongiorno Romolo. Sono un collega di Pisa, da poco ho iniziato a fare la professione ed ho bisogno di un chiarimento circa il calcolo dell'azione sismica E. Premesso che il calcolo delle azioni credo che sia compito dello strutturista, in tutti i corsi che ho frequentato, in numerose dispense scaricate dalla rete fino al software on-line della Geostru l'azione sismica E per la verifica della capacità portante da inserire nella 2.5.5 delle NTC2008 viene calcolata moltiplicando la combinazione quasi-permanente (2.5.4 G1+G2+psiQ+...) per il kv ricavato dallo spettro di progetto verticale dello stato limite corrispondente (SLV o SLD). La domanda è: quale è la base teorica per l'utilizzo della formula precedente? e dove sono i riferimenti a questa formula nella NTC2008? Grazie per le eventuali informazioni Cordiali saluti

ciao Paolo,
avevo già ricevuto nei mesi scorsi una richiesta del genere e l'ho messa ne l'esperto risponde (capacità portante delle fondazioni in zona sismica). Ordunque, per rispondere ai tuoi quesiti devo innanzitutto darti pienamente ragione sul fatto che le azioni sono di competenza del progettista. I geologi si lamentano sulle competenze in materia di geotecnica, ma entrare nel merito del calcolo strutturale mi sembra eccessivo!

Personalmente, come ho anche scritto nel mio ultimo libro nel quale introduco anche i metodi che utilizzano i coefficienti sismici, calcolo la capacità portante con i metodi classici applicando i coefficienti correttivi che tengono conto dell'azione dei momenti flettenti. In sostanza, determino l'eccentricità dalla quale risalgo alla base ridotta. Tieni anche conto che ho avuto esperienze sia con i terremoti dell'Umbria-Marche (1997) che de L'Aquila (2009) e le rotture per problemi geotecnici sono sempre stati meno dell'un per mille dei danni rilevati.
In ogni caso mi sono procurato la relazione tipo della Geostru che allego, dalla quale si evince che il software utilizza il metodo di Richards et al. basato sui coefficienti di spinta attiva e passiva modificati in funzione dei coefficienti sismici kv e kh.
spero di esserti stato di aiuto
Romolo DF
RELAZIONE GEOTECNICA GEOSTRU