Coefficiente di spinta a riposo delle terre e prove di laboratorio

Creato: Lunedì, 09 Gennaio 2012 17:56

altNel suo libro (Analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali), a pagina 58 si cita il coefficiente di spinta a riposo delle terre in terreni non puramente elastici, riportando delle formule dove compare l’angolo di resistenza al taglio dei terreni. Mi chiedevo se l’angolo in questione si può determinare da prove di taglio diretto, oppure la superficie di rottura imposta in queste prove, in un certo modo vanifica la teoria che sta alla base dell’adozione di K0. grazie Massimo Pe.
Ciao Massimo,
ordunque l’angolo di resistenza al taglio può essere ricavato sia con le prove di taglio diretto e triassiale CD e CU (per terreni a componente fine) e sia con prove penetrometriche (per terreni a grana grossa). Nel primo caso la superficie di rottura non vanifica la teoria per il semplice motivo che la stessa è stata adattata proprio all’angolo di resistenza al taglio ed al suo significato fisico.
Solo un appunto che per motivi logistici (sostanzialmente di numero di pagine impostomi dall’autore) non ho potuto trattare nei miei libri: nel caso di ricorso a prove in sito, e finalizzate alla determinazione del carico limite di una fondazione, l’angolo di resistenza al taglio deve essere modificato secondo la formulazione di Bolton (1986) la quale è connessa alla relazione empirica di De Beer (1968).

Nel pdf che segue ho inserito tali formulazioni le quali devono essere utilizzate in cascata con un procedimento iterativo; con poche iterazioni si giunge a convergenza ovvero al più appropriato valore dell’angolo di resistenza al taglio tenuto conto dell’influenza esercitata dal livello tensionale. Non ultimo un invito a leggere il volume “Geotecnica: guida pratica alla luce delle NTC 2008” che precede quello da te citato con particolare riferimento al capitolo 2 dedicato alla costruzione del modello geotecnico mediante prove di laboratorio.
A presto
Romolo DF
RELAZIONE DI BOLTON