altSalve Dott. Di Francesco,

sono un neo geologo che ha appena iniziato la libera professione. Leggo spesso con interesse il suo blog e ho comprato il libro sugli elementi finiti che ho trovato molto interessante. Sto lavorando su alcune relazioni effettuate in Emilia Romagna su cui ho eseguito 2 CPT fino a 20 m di profondità; ho anche scaricato il suo foglio excel e la relativa relazione per la loro interpretazione. Può darmi altre indicazioni utili sull'interpretazione delle prove e qualche correlazione da utilizzare? Ho letto su un forum dei geologi dell'uso dei valori caratteristici dei parametri geotecnici ottenuti con queste prove mentre oggi ho letto il suo articolo sulla determinazione dei parametri caratteristici. Secondo lei come dovrei proseguire?

La ringrazio in anticipo per la risposta e le faccio i miei complimenti per tutti i suoi articoli, programmi e documenti.
Cordiali saluti, E. F.

Buongiorno E.,

ordunque, con i fogli excel che ha trovato nel mio sito può interpretare le prove CPT a partire, necessariamente, dall'individuazione della "linea delle argille" come descritto nella relazione in formato word sempre scaricabile. Alla fine ottiene i parametri geotecnici per ogni strato che rappresentano il punto di partenza per la definizione dei loro valori caratteristici. Il problema a questo punto è bello che risolto perchè ci pensa la Circolare esplicativa n. 614 del 2 febbraio 2009 del Consiglio Superiore del Lavori Pubblici (par. C.6.2.2) a dirci cosa fare anche se, così facendo, si rischia di sconfinare nel campo della progettazione delle fondazioni.
In effetti, la norma suggerisce di utilizzare i valori medi allorquando “nello stato limite considerato è coinvolto un elevato volume di terreno, con possibile compensazione delle eterogeneità o quando la struttura a contatto con il terreno è dotata di rigidezza sufficiente a trasferire le azioni dalle zone meno resistenti a quelle più resistenti.”; al contrario, nel caso “in cui siano coinvolti modesti volumi di terreno, con concentrazioni delle deformazioni fino alla formazione di superfici di rottura nelle porzioni di terreno meno resistenti del volume significativo, o nel caso in cui la struttura a contatto con il terreno non sia in grado di trasferire forze dalle zone meno resistenti a quelle più resistenti a causa della sua insufficiente rigidezza” la Circolare invoca l’utilizzo di valori caratteristici prossimi ai valori minimi dei parametri geotecnici.
In pratica, supponiamo di aver eseguito 3 prove CPT e che per un determinato strato ci abbiano fornito fi' = 25°, 26 e 27°. Se abbiamo un elevato volume di terreno interessato dalla fondazione (platee molto ampie) oppure le fondazioni siano molto rigide (travi rovesce) allora possiamo utilizzare il valore medio (fi' = 26°); al contrario, se ci troviamo con modesti volumi di terreno (piccoli interventi o platee ordinarie) oppure fondazioni poco rigide (ancora platee di ordinario spessore, 40-50 cm) allora dovremmo utilizzare il valore minimo (fi' = 25°).
Personalmente, fornisco laddove richiesto l'interpretazione delle prove e consegno il modello geotecnico iniziale citando la circolare e il relativo paragrafo per la definizione dei valori caratteristici; sta poi al progettista decidere sul da farsi, perchè io posso non sapere nulla delle dimensioni che vuol dare alle fondazioni oppure della rigidezza di queste ultime.
Un'ultima nota: la circolare ha solo valore amministrativo e non giuridico; e di fatti consiglia e non obbliga rimandando il tutto al giudizio personale (leggasi soggettivo); da qui le infinite discussioni nei forum!

a presto,
romolo df