altBuongiorno Dott. Di Francesco,

ho visto che nel suo sito fornisce risposte ad un gran numero di argomenti e mi sono permesso di chiederle info relative a qualcosa di effettivamente particolare; purtroppo, prima di disturbare lei ho navigato nei forum senza trovare qualcosa di esauriente. Sa niente di quali siano le normative che regolano la progettazione dei cimiteri per animali da compagnia?

Grazie anche se non dovesse rispondermi.
Arch. L.C.

Buongiorno Architetto, ho girato la domanda a diversi tecnici con i quali ho rapporti professionali e le risponde l’Ing. Luigi Ruggeri di Mentana che ha avuto recenti esperienze nel settore.
La normativa statale – D.lgs. 36/2005 “Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CE) n° 1774/2002, e successive modificazioni, relative alle norme sanitarie per i sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano” – limita a imporre l’obbligo di provvedere alla sistemazione definitiva del corpo dell’animale deceduto, vietandone l’abbandono, lo scarico e l’eliminazione incontrollata.
La violazione di tale divieto è punita con una sanzione amministrativa.
In Europa, nel 2009, sono stati adottati due regolamenti europei: uno (1069/2009), che contiene le norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano (che sostituisce il precedente regolamento del 2002) e l’altro di applicazione del primo. Il regolamento del 2009 definisce l’animale da compagnia o animale d’affezione, come “un animale appartenente a una specie abitualmente nutrita e detenuta, ma non consumata, dall’uomo a fini diversi dall’allevamento” e disciplina tutto ciò che riguarda “l’ultimo viaggio”.
La disciplina in materia di polizia mortuaria per animali d’affezione è particolarmente carente in Italia su diversi versanti perché è incentrata solo su trasporto, sepoltura oppure incenerimento di carcasse animali generalmente provenienti da allevamenti oppure da impianti per la macellazione; in ogni caso, nonostante manchi una normativa statale di riferimento per i cimiteri per animali d’affezione, alcune regioni si sono già mosse in questa direzione in sede legislazione.
La Regione Lombardia e la Regione Emilia Romagna, nelle rispettive leggi regionali in materia di servizi funebri, necroscopici e cimiteriali hanno cercato di definire e disciplinare, in modo organico, la questione del cimitero per piccoli animali domestici; nel mio comune (Mentana – RM), il vigente P.R.G. non prevede alcuna normativa specifica di riferimento per la costruzione di un Cimitero per animali d’affezione nel proprio territorio, costituendo una carenza sopperita dalla Legge Regionale del Lazio n° 34 del 21/10/1997 che fornisce comunque indicazioni in merito.
Per superare tale empasse normativa si possono utilizzare le varie norme nazionali, regionali di settore e la vigente giurisprudenza in materia per poter inquadrare un corretto “percorso urbanistico/edilizio” a cui far riferimento finalizzato al rilascio del previsto titolo abilitativo per la realizzazione di quanto richiesto.
Dall’esame delle varie leggi regionali e regolamenti emerge un primo aspetto circa la localizzazione dell’area, da destinarsi a “cimitero per animali d’affezione”, che dovrà essere ubicata in posizione “isolata”, all’esterno del territorio urbanizzato e/o urbanizzabile, giudicata idonea dal Comune nell’ambito degli strumenti urbanistici vigenti, previo il parere della competente Azienda Sanitaria Locale per i profili attinenti l’igiene e la sanità pubblica.

In sintesi abbiamo:

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Regione LazioLegge Regionale del 21/10/1997 n° 34 “Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo” art. 7, “Cimitero per cani, gatti e piccoli animali”, al comma 2 recita: “I privati o le associazioni fra privati possono utilizzare, al medesimo fine, anche terreni di privata proprietà: sia in caso di comodato che di privata proprietà, privati, associazione tra privati o associazioni di volontariato realizzano e gestiscono le strutture a proprie spese nel rispetto delle norme igieniche sulla inumazione ai sensi del decreto legislativo 14 dicembre 1992, n. 508”.

 

Testo unico delle Leggi Sanitarie, di cui al regio decreto del 27/07/1934, n° 1265, art. 338, come modificato dall’art. 28 della Legge 01/08/2002 n° 166 che recita: “ I cimiteri debbono essere collocati alla distanza di almeno duecento metri dai centri abitati,   tranne il caso di cimiteri di urne. E’ vietano di costruire intorno agli stessi nuovi edifici e ampliare quelli preesistenti entro il raggio di duecento metri. …omissis … Il Prefetto, quando abbia accertato che a causa di speciali condizioni locali non è possibile provvedere altrimenti, può permettere la costruzione e l’ampliamento dei cimiteri a distanza minore di duecento metri dai centri abitati. Può altresì il Prefetto, su motivata richiesta del Consiglio Comunale, deliberata a maggioranza assoluta dei Consiglieri in carica, e previo conforme parere del Consiglio Provinciale di Sanità, quando non vi si oppongano ragioni igieniche e sussistano gravi e giustificati motivi, ridurre l’ampiezza della zona di rispetto di un cimitero, delimitandone il perimetro in relazione alla situazione dei luoghi, purchè nei centri abitati con popolazione superiore ai 20.000 abitanti il raggio della zona non risulti inferiore ai 100 metri ed almeno a 50 metri per gli altri Comuni….”

 
D.P.R. 08/02/1954, n° 320 (art. 1)
 “Regolamento di polizia veterinaria”
 
D.P.R. 10/09/1990, n° 285
“Approvazione del regolamento di polizia mortuaria”
 
D.Lgs. 30/04/1992, n° 285
“Nuovo codice della strada – Definizione di Centro Abitato”
 
D.Lgs. 14/12/1992, n° 508
“Attuazione della direttiva 90/667/CEE del Consiglio del 27/11/1990, che stabilisce le norme sanitarie per l’eliminazione, la trasformazione e la immissione sul mercato di rifiuti di origine animale e la protezione dagli agenti patogeni degli animali per alimenti di origine animale o a base di pesce e che modifica la direttiva 90/425/CEE”
 
Legge 30/03/2001, n° 130
“Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri”
 
D.P.R. 15/07/2003, n° 254
“Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari”

saluti
Ing. Luigi Ruggeri
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