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IL COEFFICIENTE DI SMORZAMENTO NEI MATERIALI, NELLE STRUTTURE E NEI TERRENI

Aggiornamento: 22 mar 2023

Egregio Dott. Di Francesco, dopo aver letto i suoi articoli (presenti nel suo sito) sulla risposta sismica locale e sull’influenza degli spettri di accelerazione nella progettazione strutturale mi sono posto il problema (che in realtà mi trascino da tempo) della corretta determinazione del coefficiente di smorzamento equivalente da utilizzare nella progettazione strutturale. Ad esempio, è usuale applicare un valore del 5% per il calcestruzzo e del 2-3% per l’acciaio mentre nulla è dato sapere sui terreni. Potrebbe chiarirmi tali aspetti?

Grazie, Ing. V.M.


Egregio Ingegnere,

occorre innanzitutto fare i dovuti distinguo in quanto lo smorzamento interno, che dipende dalla tipologia di materiale da costruzione utilizzato, può essere effettivamente del 5% nel caso del calcestruzzo e del 2-3% nel caso dell’acciaio per meccanismi che spiegherò sinteticamente alla fine e che consentono al primo di dissipare meglio le sollecitazioni dinamiche rispetto al secondo; se invece parliamo di smorzamento viscoso equivalente (trattato nel DM 14.01.2008 quale retaggio dell’Eurocodice 8) il problema è completamento diverso in quanto tale parametro riassume molti elementi essendo posto dipendente non solo del materiale utilizzato ma anche della tipologia strutturale. In poche parole, si utilizza lo smorzamento viscoso equivalente o convenzionale per tenere conto degli effetti dissipativi dipendenti dall’isteresi (ossia dal decadimento della resistenza dovuto agli effetti ciclici e/o dinamici), dall’attrito interno del materiale, dalla tipologia strutturale nel senso geometrico del termine e dal tipo di terreno di fondazione (NTC 2008 – paragrafo 3.2.3.2.1). ........ Per la lunghezza dell'articolo ho preferito riunire la risposta in un pdf scaricabile.

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