altRiprendo brevemente il problema della comparsa ed evoluzione delle lesioni per effetto degli scavi a seguito di una richiesta pervenutami tramite il link “L’esperto risponde”, rimandando alla lettura degli articoli “Lesioni da esecuzione di scavi” ed “Esecuzione di scavi nei pressi di edifici preesistenti e lesionati”, presso il link “Articoli tecnici”, per comprendere le procedure da seguire nell’analisi dei quadri fessurativi o nella loro prevenzione.
A tal proposito ritengo che il problema degli effetti degli scavi nei confronti dell’integrità architettonica, strutturale o anche semplicemente impiantistica debba essere affrontato secondo una metodologia ben precisa il cui fine consiste, in sostanza, nell’individuazione del nesso causale qualunque sia la motivazione dello studio (ad esempio: per interventi di consolidamento, per un semplice monitoraggio o per una causa civile). Quindi, facendo leva sui contenuti dei miei libri “Lesioni degli edifici” (Ulrico Hoepli Editore – Milano, 2008) e “Geotecnica” (Dario Flaccovio Editore – Palermo, 2010) ritengo che tali studi debbano considerare:

 

  • che uno scavo si traduce sempre in uno scarico tensionale che comporta una diminuzione della tensione orizzontale;
  • che uno scavo rappresenta sempre un problema di stabilità a lungo termine, ossia manifesta un fattore di sicurezza che tende a decrescere nel tempo in relazione al moto di filtrazione transitoria indotto dallo scarico tensionale;
  • che in relazione allo scarico tensionale lo scavo, seppur stabile, manifesta sempre una deformazione che tende a propagarsi all'interno del sottosuolo fino ad interessare eventuali strutture preesistenti;
  • che in relazione alla diminuzione del fattore di sicurezza è possibile che lo scavo, o parte di esso stante la normale eterogeneità dei terreni, possa giungere al collasso;
  • che la deformazione dello scavo, in termini di cedimenti e profondità di estensione, può essere calcolata con i metodi di Peck (terre a grana fine) e di Bauer (terre a grana grossolana).

altL’ultimo passaggio consiste nell’analisi di ogni singola lesione, nella loro sostituzione con i vettori spostamento (come illustrato nella foto in alto presentata al corso sulle lesioni organizzatomi dall'Ordine degli Ingegneri di Siracusa) ed infine nella combinazione vettoriale di questi ultimi alla ricerca della dipendenza con la posizione e geometria del fronte di scavo.

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